Senza categoria 

Il Covid al fronte del Galliera. Lo raccontano le foto insieme alle parole del primario del pronto soccorso

Cremonesi: «Le ambulanze arrivavano in continuazione, giorno e notte, non avevamo più barelle, letti o reparti disponibili. Abbiamo dovuto riorganizzare intere aree dell’ospedale, di fretta e con l’urgenza di dover salvare una vita in più per ogni secondo perso a ragionare sul da farsi»

Un anno in trincea, sulla prima linea del fronte aperto contro il Covid al pronto soccorso dell’Ospedale Galliera. Lo racconta “Covid Flashback – Pronto soccorso Ospedali Galliera”, libro fotografico edito da Erga Edizioni, realizzato con le foto di Roberto Bobbio all’interno del reparto di prima emergenza dell’ospedale di Carignano. Coautore del volume è il dottor Paolo Cremonesi, primario di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza e direttore del DEA dell’E.O. Ospedali Galliera. Il volume è stato realizzato grazie alla sponsorizzazione di Asef con il patrocinio della Regione Liguria.

«La guerra contro il Covid-19 non è ancora terminata – afferma il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti –, ma se questa regione è riuscita a far fronte all’emergenza, superando meglio che altrove la seconda e la terza ondata, lo deve soprattutto al lavoro compiuto da tutti i professionisti del nostro sistema sanitario, medici, infermieri, oss che anche al Galliera hanno combattuto in prima linea e a cui rivolgo il mio sentito ringraziamento. Questo volume rappresenta la memoria dei momenti più difficili, della fatica affrontata ogni giorno, della gioia per le dimissioni dei pazienti sopravvissuti, del dolore per chi non ce l’ha fatta. Momenti, ore, giorni e mesi che nessuno di noi potrà mai dimenticare. Da qui dobbiamo ripartire insieme – conclude – facendo tesoro dell’esperienza vissuta e delle professionalità che il sistema ha saputo esprimere per costruire una sanità sempre più vicina ai bisogni dei cittadini».

Il volume documenta un anno di lotta al virus SARS-CoV-2. «Faccio il medico da molto tempo – dice il dottor Paolo Cremonesi, direttore del Pronto Soccorso del Galliera – e devo ammettere di non aver mai visto in prima persona, qui in Europa, nulla di paragonabile all’epidemia di Sars-CoV-2 che si è scatenata durante la primavera del 2020. Le ambulanze arrivavano in continuazione, giorno e notte, non avevamo più barelle, letti o reparti disponibili. Abbiamo dovuto riorganizzare intere aree dell’ospedale, di fretta e con l’urgenza di dover salvare una vita in più per ogni secondo perso a ragionare sul da farsi. Come responsabile ho deciso di essere sempre presente, non soltanto come medico per i miei pazienti, ma anche per tutto il personale che, insieme a me, era in prima linea. Abbiamo tenuto duro, abbiamo resistito, spesso a discapito della nostra vita e delle nostre emozioni e relazioni personali. Devo riconoscere però che la vicinanza di tutta la popolazione è stata per noi un motivo per continuare a combattere».

«Ogni giorno, durante la pandemia, lavorare è stato come combattere una guerra» dicono Franco Rossetti, dirigente amministrativo e gestionale di A.Se.F. Srl e Maurizio Barabino, amministratore unico di A.Se.F. La pandemia ha catapultato gli addetti ai trasporti funebri al centro dell’emergenza. «A marzo del 2020, improvvisamente, il numero dei servizi funebri si è triplicato – proseguono –. In azienda dovevamo garantire la sicurezza dei lavoratori e, nel contempo, fare bene il nostro lavoro, adeguandoci alle normative in continuo aggiornamento. Funerali ridotti a soli trasporti funebri, famigliari dei defunti affranti per avere perso i propri cari senza neppure un saluto, operatori funebri spaventati e costantemente sotto stress. È stata dura, per questo abbiamo deciso di aderire al progetto».

L’opera prima, in versione bilingue, sarà distribuita in settecento copie gratuite al personale dell’Ospedale Galliera. I Dirigenti di A.Se.F. Srl hanno deciso di supportare il progetto per rendere omaggio a chi si è impegnato quotidianamente per salvare il maggior numero possibile di vite umane, affrontando i rischi e gli incerti portati da un’infezione per lungo tempo sconosciuta e potenzialmente letale.

Related posts